venerdì 1 febbraio 2013

Kawasaki Z1000 (1977 - 1983)

La Kawasaki Z1000 fu presentata nel 1977 come erede della progenitrice Z900. La sostanziale differenza tra i due modelli era un aumento dell'alesaggio del cilindro di 4 mm che faceva arrivare la cilindrata a 1.015 cc.
Un'altra miglioria tecnica riguardava l'impianto frenate dove il freno a tamburo posteriore della 900 lasciava il posto ad un più moderno freno a disco.
Negli anni di produzione gli sviluppi successivi, oltre ad un generale aumento della potenza erogata dal propulsore, riguardarono l'aspetto estetico; da una due ruote completamente sprovvista di protezioni aerodinamiche si passò ad una maggiormente sportiva, la R, dotata di un piccolo cupolino e alla versione "ST" ove la sigla era l'acronimo di "Shaft Transmission" poiché in quest'ultima versione venne modificata anche la trasmissione passata dalla classica catena ad una maggiormente votata al turismo come quella a giunto cardanico. La sua corrispettiva, con trasmissione a catena, era la Z 1000 MK II, assai simile nell'aspetto ma con molte differenze meccaniche e ciclistiche che la rendevano una specie di "gemella diversa". La Z1000 non aveva ancora esaurito la vena; nel 1981 debuttò la Z1000 J con alesaggio ridotto a 69,4 mm onde poter rientrare entro i 998 cc limite ammesso per la categoria pista TT1, l'antesignana dell'odierna Superbike. La Z1000 J ricevette i nuovi carburatori Mikuni serie "BS" che assicuravano un'erogazione più docile anche parzializzando il gas a regimi molto bassi. 

Ultima evoluzione, nel 1983 apparve la versione Z1000 R per la quale Kawasaki sfruttò sapientemente il ritorno di immagine sportiva lanciando la livrea "Eddie Lawson replica" nel tipico colore verde dei modelli da corsa della Casa di Akashi. Per concludere merita adeguata menzione l'allestimento Police, assai amato per le prestazioni, il confort ed il motore indistruttibile. Assemblata negli stabilimenti Kawasaki Motor Corporation U.S.A. di Santa Ana, CA, la versione equipaggiata per la Polizia fu resa celebre dalla serie televisiva CHiPs e restò sorprendentemente in produzione fino al 2003; meccanicamente era sostanzialmente (nell'ultima versione) una Z1000 J da 998 cc dotata dei soliti 4 Mikuni BS 34 SS, mentre tra il 1978 e la fine degli anni '80 era in pratica una MK II con il 1015 cc, i vecchi Mikuni VM 28 SS e il pedale per l'avviamento di emergenza. Potente ed affidabile al punto che prima di mandarla in pensione in favore delle moderne BMW ad iniezione e catalizzate ci son voluti ben 25 anni di onorato servizio.


Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 1.015
Alesaggio x Corsa: 70 x 66mm 
Rapporto di compressione: 8,7:1
Potenza: 83cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.220mm x 875mm x 1.180mm
Passo: 1.506mm
Peso: 240Kg




Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 1.015
Alesaggio x Corsa: 70 x 66mm
Rapporto di compressione: 8,7:1
Potenza: 83cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.220mm x 875mm x 1.180mm
Passo: 1.506mm
Peso: 240Kg




Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 1.015
Alesaggio x Corsa: 70 x 66mm
Rapporto di compressione: 8,7:1
Potenza: 83cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.180mm x 900mm x 1.180mm
Passo: 1.490mm
Peso: 245Kg




Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 1.015
Alesaggio x Corsa: 70 x 66mm
Rapporto di compressione: 8,7:1
Potenza: 93cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.250mm x 810mm x 1.130mm
Passo: 1.535mm
Peso: 255Kg






Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 1.015
Alesaggio x Corsa: 70 x 66mm
Rapporto di compressione: 8,7:1
Potenza: 96cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.240mm x 815mm x 1.155mm
Passo: 1.490mm
Peso: 245Kg





Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 998
Alesaggio x Corsa: 69,4 x 66mm 
Rapporto di compressione: 9,2:1
Potenza: 94cv a 8.500 giri/minuto
Dimensioni: 2.240mm x 820mm x 1.145mm
Passo: 1.520mm
Peso: 230Kg






Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 998
Alesaggio x Corsa: 69,4 x 66,0mm 
Rapporto di compressione: 9,2:1
Potenza: 102cv a 8.000 giri/minuto
Dimensioni: 2.265mm x 820mm x 1.145mm
Passo: 1.520mm
Peso: 230Kg




Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 998
Alesaggio x Corsa: 69,4 x 66,0mm
Rapporto di compressione: 9,2:1
Potenza: 102cv a 8.500 giri/minuto
Dimensioni: 2.240mm x 820mm x 1.230mm
Passo: 1.525mm
Peso: 222Kg






Motore: 4 cilindri, 4 tempi.
Cilindrata: 998
Alesaggio x Corsa: 69,4 x 66,0mm
Rapporto di compressione: 9,2:1
Potenza: 104cv a 8.500 giri/minuto
Dimensioni: 2.240mm x 820mm x 1.230mm
Passo: 1.525mm
Peso: 222Kg


Il fascino delle riviste giapponesi dell'epoca, la scrittura usata e l'immagine in basso
hanno un sapore del tutto particolare. Il Sol Levante, dove tradizione e tecnologia 

segnano passato e futuro.
Moto d'altri tempi, una semplicità perfetta nell'incrocio linee, gli scarichi luccicanti che somigliano a trombe pronte a suonare la loro musica, il fregio Kawasaki posizionato in bella vista sopra le forcelle, la sella importante, comoda e avvolgente, insomma un nome storico dalla pesantezza mitica: Kawasaki Z1000!

Fine
a cura di Giovanni Yoyo Iodice
contributo Wikipedia

Kawasaki 500 H1 Mach III (1969 - 1977)

La storia della 500H1 nasce nel 1967, negli USA. La sede della Kawasaki Motor di Los Angeles richiede alla casa madre un modello che abbia espressamente questi parametri: 500cc, 3 cilindri, 2 tempi e 60cv di potenza. E possibilmente sia caratterizzata da un’accelerazione tale da lasciare tutti al palo. In vista di questo era già pronto il nome, Mach III, ovvero 3 volte la velocità del suono.



Al capo del progetto c’è Sir. Takahashi che ritiene fin troppo alto il valore dei 60cv, ma gli americani insistono e grazie anche alla collaborazione del mago Ohtsuki-San si arriva al valore richiesto. Successivamente, sempre su richiesta USA il motore viene volutamente spostato all’indietro per favorire le impennate. Nasce cosi nel 1968 la prima versione della 500 H1, caratterizzata da una potenza enormemente superiore alle concorrenti di pari cilindrata e da prestazioni elevatissime per l’epoca.


Tra i pregi di questa moto troviamo l’estetica, l’ottimo motore 3 cilindri e prestazioni elevate. Di contro i difetti erano dei consumi di carburante eccessivi e la scarsa tenuta di strada.

VERSIONI PRODOTTE
500 H1/1 (1969-1970) – 6.720 esemplari
500 H1/2 (1969-1970) – 16.798 esemplari
500 H1/A (1970-1971) – 25.138 esemplari
500 H1/B (1971-1972) – 15.173 esemplari

IL MISTERO DELLA VERSIONE C

Molti appassionati di Kawasaki 500 hanno notato che citando i vari modelli prodotti nella serie H1 di passa sempre dalla H1B alla H1D. Nessuno sa con esattezza come sia la H1C, molti mettono persino in dubbio che sia mai esistita. Lo stesso Manuale di Riconoscimento ufficiale della Kawasaki cita soltanto le serie B e D, con un evidente buco in mezzo. Ma la H1C esiste eccome, anche se prodotta in pochissimi esemplari, essa fu riservata al solo mercato americano.

500 H1/C (1972) – 1.471 esemplari
500 H1/D (1973-1974) – 17.279 esemplari
500 H1/E (1974-1975) – 15.496 esemplari
500 H1/F (1975-1976) – 14.524 esemplari
500 KH (1976-1977) – 6.671 esemplari

SCHEDA TECNICA


Modelli: H1 (1, 2, A, B, C, D, E, F, KH) Motore: 2 tempi, 3 cilindri di 498cc, raffreddato aria, potenza max. 60cv a 8.000 rpm, 5 marce Rapporto di Compressione: 7:1 Alimentazione: 3 carburatori Mikuni VM28SC Alesaggio x corsa: 60 x 58,8mm Telaio: Doppia culla tubolare in acciaio Freni: (1° versione) ant. tamburo di 200mmm, post. tamburo da 180mm, (versioni successive) disco singolo ant. da 296mm, tamburo posteriore da 180mm Dimensioni e Peso: altezza sella 810mm, interasse 1.470mm, 174kg, serbatoio 15 litri Sospensioni: ant. forcella idraulica telescopica da 35mm, post. forcellone oscillante (2 ammortizzatori) Pneumatici: ant. 3.25 x 19, post. 4.00 x 17 Prestazioni: Velocità Max: 191,6km/h, 0-400mt in 12,6 sec. Consumo medio: 11,3km/l


a cura di Giovanni Iodice


Kawasaki ZXR 750 R (1993)

Kawasaki ZXR 750 (Model "L1") 1993
La versione stradale che Scott Russell portò alla vittoria nel Mondiale SBK del 1993. Una moto ancora incredibilmente attuale, con un gran motore ed una ciclistica non male per i tempi in cui fu prodotta. Certo, a confronto con le attuali supersportive, il peso era consistente (circa 218 kg), ma indubbiamente chi ha avuto il piacere di provarla o possederla sarà stato sicuramente contagiato dalle emozioni e dall'adrenalina che questa moto ancora oggi riesce a trasmettere.

La Kawasaki ZXR 750 (modello L) fu prodotta e commercializzata dal 1993 al 1995, anche se l'introduzione della sigla ZXR risale al 1989 quando nacque la mitica Stinger (modello H). Il prezzo, convertito in euro era di 12.498 € ed il segmento in cui si inseriva era quello delle Supersportive. Le sue rivali dell'epoca e di sempre sono nell'ordine: la Yamaha OW01, la Suzuki GSX-R 750, la Honda RC 30 (successivamente la RC 45), la Bimota YB4 e la Ducati 851. 

Il motore è un 4 cilindri in linea frontemarcia, 4 tempi (in fin dei conti non poteva esser diverso), la cilindrata è di 748 cc e la potenza massima di 118cv a 11.500 giri/minuto. La coppia è di 7.5kgm (73.5Nm) a 9.750 giri, mentre il cambio è a 6 marce. Da evidenziare le 4 valvole per cilindro attivate direttamente dalle camme del doppio ATC (DOCH) di chiara ispirazione GPX 750. 

Il telaio della Kawasaki ZXR è formato da due parti: la prima è una doppia trave portante in alluminio, mentre la seconda è una doppia culla in tubo di lega bullonata che passa sotto il motore per dare una migliore rigidità al copro della moto. Le prestazioni sono di tutto rispetto.



Kawasaki ZXR 750 R (Model "M2") 1994



Considerando che si sta parlando di un modello del 1993, la velocità di punta non è affatto male con i suoi 260km/h, mentre l'accelerazione da 0-400 mt è di 10.8 secondi. L'impianto frenante è formato da un doppio disco all'anteriore di 320mm di diametro ed un posteriore da 220mm. La misure dei cerchi in lega sono di 17" sia all'anteriore che al posteriore. Peso circa 200 kg. A differenza del modello R, la ZXR 750 si differenzia dalla sorella Racing sia dalla colorazione, sostituendo le livree rosse con il blu, sia dalla parte posteriore della moto, con l'adozione della sella per il passeggero, con relative pedane poggiapiedi. Rimane invariato il resto con una piccola eccezione per ciò che riguarda il peso, a favore della versione R. Nel corso degli anni ( dal 1993 al 1996) molte sono state le livree che Kawasaki ha adottato per rinnovare di volta in volta le carenature delle sue ZXR, fino al 1996 anno in cui la mitica ZXR fu sostituita dall'altrettanto leggendaria ZX 7R.

Kawasaki ZXR 750 R (Model M1) 1993
In conclusione possiamo affermare con una certa sicurezza che questa moto ha del leggendario, e che indubbiamente ha fatto la storia delle Competizioni Racing delle derivate di serie, la Superbike.

Siamo davanti ad un gioiellino per pochi eletti, e chi la possiede è consapevole del fato di aver tra le mani un capolavoro di storia delle due ruote.


Kawasaki ZX 7R (1996)

Ecco una delle moto più famose di casa Akashi. Un modello le cui unità, almeno in Italia, si contano davvero in pochi esemplari, la Ninja che per 4 anni entusiasmò tanti tifosi e avvicinò parecchi appassionati alle gare delle derivate di serie. Una Superbike con tutte le carte in regole, con un gran motore ed una tenuta invidiabile. La Kawasaki ZX 7R.

E' una moto che trasmette emozioni, che regala brividi e adrenalina. Si lascia guidare molto facilmente, anche se per spingerla al limite occorre avere un gran manico. Il motore è il mitico 4 cilindri in linea, 4 tempi, 16 valvole DOCH di 748,3 cc alimentato ancora una volta da una serie di Carburatori (4), che la spinge a quota 126 cv (90,00 Kw) a 11.800 giri/minuto. Il raffreddamento è a liquido mentre il cambio è un 6 marce con finale a catena. L'impianto frenante, benché siano passati molti anni dalla sua messa in produzione, è ancora all'avanguardia, con il doppio disco anteriore di 320 mm lavorati da pinze Tokico a 6 pistoncini le quali riescono ad esprimere un potenziale frenante di prim'ordine. Al posteriore invece troviamo un disco singolo da 230 mm che serve solo a stabilizzare le frenate.

Le generose dimensioni della ZX 7R sono: lunghezza 2.190 mm, larghezza 720 mm, passo di 1.435 mm il tutto per un peso che si aggira attorno ai 203 kg. Le coperture sono: 120/70 ZR 17 all'anteriore e 190/50 ZR 17 al posteriore. La capacità carburante è di 18 litri, utilissimo il rubinetto per l'inserimento della riserva che prevede altri 3 litri di autonomia. Il consumo medio è di 16,2 Km/lt.

Ma ora parliamo delle prestazioni. La velocità massima è di 268,2 km/h e l'accelerazione sul quarto di miglio con partenza da fermo è di 10.7 secondi, un dato assolutamente eccezionale considerando la mole della moto. La commercializzazione di questa Ninja è datata 15 Febbraio 1996 e fu prodotta sino al 2000, anche se su ordinazione la Kawasaki la produsse sino al 2003 con una livrea completamente rinnovata. Nello specifico esistono due versioni di questa moto: la ZX-7R e la ZX-7RR quest'ultima è la versione estrema (Racing). Le differenze, anche se ad una prima occhiata sembrano identiche (codone a parte), sono innumerevoli, a partire dal Model Code ZX750P (Kawasaki ZX-7R) e ZX750N (Kawasaki ZX-7RR).


ZX-7RR
Model Code - ZX750N
Rpm Max - 12.000 giri/minuto
Pinze freno ant/post - 6 pistoncini contrapposti (Nissin)
Sospensione ant - Telescopica rovesciata Ø 43 mm (Showa)
Sospensione post - Forcellone Uni-Track (Showa)
Tipo di Batteria - 12V/8Ah YTX-9BS (Yuasa)
Diametro carburatori - FVKD Ø 41 mm (Keihin)
Angolo di sterzata - 28° sinistra e destra
Peso - 200 Kg
Passo - 1.420 mm
Portata omologabile - 1 persona


ZX-7R

Model Code - ZX750P
Rpm Max - 11.800 giri/minuto
Pinze freno - ant 6 pist, post 2 pistoncini contrapposti (Tokico)
Sospensione ant - Telescopica rovesciata Ø 43 mm (Kayaba)
Sospensione post - Forcellone Uni-Track (Kayaba)
Tipo di Batteria - 12V/8Ah YTX-12BS (Yuasa)
Diametro carburatori - CVKD Ø 38 mm (Keihin)
Angolo di sterzata - 26° sinistra e destra
Peso - 203 Kg
Passo - 1.435 mm
Portata omologabile - 2 persona




L'aggressività di certo non le manca, solo a guardarla a confronto con le attuali Supersportive incute una certa sudditanza psicologica, lo stesso effetto che suscita la Yamaha R7. Il frontale con quei suoi occhioni all'insù stile Manga giapponese, sembra essere uscito direttamente da un cartone animato.  E' una moto fantastica caricata molto sul davanti che come un compasso legge perfettamente qualsiasi traiettoria.

Chi scrive questo articolo probabilmente sarà un po di parte, in quanto sono il fortunato possessore di una ZX-7RR, ma ad essere obbiettivi e sopratutto dati alla mano non si può non inserire questa moto nell'Olimpo delle due ruote di sempre.

ZX-7R Color Version Green/Violet 1996

Nel corso degli anni la Kawasaki ZX-7R si è rifatta il trucco estetico molte volte, le particolarità hanno interessato oltre alla carenatura anche il colore del telaio, che negli anni è passato dal grigio classico ad un nero più aggressivo.

ZX-7R Color Version Green Ninja 1998
La prima colorazione che venne prodotta uscì col codone di colore viola, così come i cerchi, mentre il resto era prettamente verde Kawasaki. Bellissima la tabella di colore bianco su entrambi i lati della coda dove primeggia la scritta ZX-7R. Sul serbatoio la scritta Ninja di colore Bianco con bordi viola e rosa.

ZX-7R Version Color Green 1999
Nel 1998 entra in produzione la nuova livrea, ovvero: cerchi in lega di colore nero e moto completamente verde, ad eccetto della tabella (sempre di colore bianco) sul codone ed una scritta Ninja di dimensioni generose, posta al centro delle carenature. Stavolta sul serbatoio scompare la scritta Ninja a favore di uno Kawasaki di colore nero. Personalmente la ritengo una delle più belle colorazioni della ZX-7R, anche se in alcune versioni i cerchi erano di colore bianco, decisamente più appariscenti.

ZX-7R Color Version Green/Black 2000
Un'altra delle colorazioni più belle (parere non solo personale) è quella del 1999. Da quest'anno in poi i designer Kawasaki danno l'addio al telaio di colore grigio, sostituendolo con un nero decisamente più aggressivo. Ritorna la scritta Ninja sul serbatoio, stavolta di dimensioni più piccole, e l'uso dei colori bianco e nero sulle carene in un sorta di gioco in movimento con al centro, ben visibile, la scritta Kawasaki di colore bianco sullo sfondo verde. Sempre presente la particolarità della ZX-7R sul codone, ovvero la tabella di colore bianco, stavolta senza scritta al centro. I cerchi in lega sono ancora una volta di colore nero.

ZX-7R Color Version Yellow 2001
Nel 2000 viene mantenuto il telaio di colore nero, cosi come i cerchi in lega, mentre la livrea delle carenature, codone compreso, cambia radicalmente. Stavolta troviamo una freccia di colore nero con bordi bianchi che parte dal codone fino alle carenature abbracciando anche la parte sottostante del serbatoio. Lo sfondo è di colore verde Kawasaki mentre appare per la prima volta una scacchiera di colore bianco/nero nella parte inferiore delle carenature. La tabella di colore bianco sul codone si ridimensiona leggermente ospitando la piccola scritta Ninja di colore nero. In bella vista al centro delle carenature la scritta ZX-7R nera con bordi bianchi.

ZX-7R Color Version Silver/Black 2002
Nel 2001 si sperimenta, senza troppa fortuna direi, l'uso del colore giallo al posto del verde Kawasaki. Molto bella è la livrea delle carenature, riprendendo un po lo stile già visto nel modello 1999, ma stavolta con giochi di movimento (bianco/neri) più arcuati e avvolgenti. I cerchi in lega rimangono di colore nero, cosi come il telaio. Da notare il cambio di colore della tabella posta sul codone che dal bianco passa al nero. Di questa livrea venne prodotta anche la versione verde, decisamente più Kawasaki. Personalmente non ho mai visto di persona la livrea Yellow, l'impressione è che non abbia avuto un impatto positivo tra gli appassionati Kawasakisti.

ZX-7R Color Version Deep Orange 2003
Nel 2002 si riprende la versione a scacchiera dell'anno 2000, riproponendola con un grigio argento per quanto riguarda lo sfondo delle carenature. Il codone si riempie di nero e appare per la prima volta una delimitazione della tabella di colore giallo, la freccia che si propaga verso le carenature è sempre di colore nero (come nella versione 2000) ma stavolta i bordi di quest'ultima passano dal bianco al giallo. Sempre ben visibile al centro delle carene la scritta ZX-7R di colore nero con bordi gialli. Telaio e cerchi in lega sempre di colore nero.
ZX-7R Color Version Green 2003

Nel 2003, come già descritto in precedenza la ZX-7R viene prodotta solo su ordinazione, in quanto sono presenti sul mercato modelli decisamente più innovativi, peccato solo si sia abbandonata la mitica cilindrata 750 cc a favore delle 600. Questa serie viene prodotta con un colore unico per ciò che riguarda carenature, codone e parafango anteriore, compreso il serbatoio. Nella foto è rappresentato il modello Orange, ma di questa versione possiamo contare anche il nero ed il rosso deep. Le uniche scritte che troviamo sono: Ninja sul codone subito sotto la sella del passeggero, ZX-7R in fondo alle carenature e Kawasaki lungo i lati del serbatoio, tutte di colore nero, logicamente nella versione nera queste sono di colore bianco.

Una delle ultime versioni che si ricordano della ZX-7R è quella del suo ultimo anno di produzione, il 2003. Un verde completo avvolge la moto, tagliata nella parte alta (tra cupolino e carena) da una freccia bicolore bianco/nera che si perde lungo i lati del serbatoio. La tabella sul codone è appena accennata da una seconda freccia più piccolina di colore nero che parte dalla sella del guidatore perdendosi sotto le grandi maniglie per il passeggero. Cerchi in lega e telaio sempre di colore nero. Rimangono, come nella versione Deep Color, le scritte principali della moto: Ninja sul codone, Kawasaki sul serbatoio e ZX-7R al centro delle carene.

La fotografia in alto è una versione personalizzata
della ZX-7R, con modifiche che riguardano lo scarico
l'impianto frenante anteriore e l'ausilio di pedane
arretrate.
Un'altra particolarità di questa moto è la livrea del cupolino nella vista frontale. Infatti una sorta di tabella porta numero, in chiaro stile Racing, avvolge completamente i fari anteriore, lasciando il verde ai lati del cupolino stesso, dove sono affogate le bocche di aspirazione dell'Airbox. Questa soluzione è presente su tutti i modelli ZX-7R sia di colore bianco (per la maggior parte delle livree) sia di colore nero, sparisce totalmente invece nelle versioni Deep Color.

In conclusione possiamo facilmente affermare che questa moto, benché abbia i suoi anni, regala ancora fortissime emozioni. Certo non potrà competere con le 1000 attuali, ma è indubbiamente una moto che si lascia guidare, specialmente in pista, dove, con le gomme giuste, riesce a stupire regalando al pilota angoli di piega impensabili. E' la giusta erede della ZXR 750, con una estetica che rispecchia la sua chiara origine corsaiola ed un suo motore la cui affidabilità è totale. Akira Yanagawa, pilota simbolo Kawasaki, la portò al limite per ben 4 anni nel mondiale SBK. I suoi duelli e le sue gesta sono ancora impressi nella mente di ogni appassionato Kawasakista. 


In definitiva, avendo la fortuna di possederne una, vi consiglio di provare a vedere cosa succede dai 9.000 giri/minuto in sù...


Fine
a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Kawasaki ZZR 1400 (2007 - 2010)

Se un giorno sentiste il bisogno di viaggiare veloci, comodi ed in assoluta sicurezza, con un sibilo che cresce progressivamente sotto di voi, è forse arrivato il momento di salire su una Kawasaki ZZR 1400. Una moto dalle prestazioni incredibili e, anche se non sembra, contraddistinta da una maneggevolezza da far invidia alle altre concorrenti Super Turismo.

Le prestazioni sono il suo biglietto da visita. Il cuore della ZZR 1400, celato sotto la grande carenatura avvolgente, è un 4 cilindri in linea a 4 tempi con raffreddamento a liquido, la cilindrata è di 1.352 cc (versione 2007). L'alesaggio x corsa è 84 x 61 mm, mentre il rapporto di compressione è 12,0:1. La distribuzione è DOCH, con 16 valvole (4 per cilindro), il sistema di iniezione è elettronico a controllo digitale  con 2 iniettori per cilindro, il primo agisce direttamente in osizione standard (all'interno del cilindro), il secondo inietta il carburante nel cornetto di aspirazione.

La Kawasaki  ZZR 1400 viene omologata in America con il nome di Ninja ZX-14, sostituendo la vecchia versione ZZR 1200. Al momento della sua commercializzazione (2006) fu dichiarata la moto di serie più potente di sempre, ma nel 2007 la concorrente Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa, dati alla mano, risultò leggermente più prestazionale della Kawasaki. La lotta serrata trai due marchi continuò nel tempo, fino all'aggiornamento del 2008 dove la Kawasaki ZZR 1400 tornò ad essere la moto di serie più prestazionale al mondo.

PRESTAZIONI VERSIONE 2006 - 2007

Cilindrata: 1.352 cc
Alesaggio x corsa: 84 x 61 mm
Rapporto di compressione: 12,0:1
Potenza Max: 190 cv (140Kw) a 9.500 rpm
Potenza Max con Ram System: 200 cv (147,1Kw) a 9.500 rpm
Coppia Max: 154 Nm (15,7Kgm) a 7,500 rpm
Accelerazione 0 - 100 Km/h: 2,9 sec.
Accelerazione 0 - 400 mt: 10,7 sec.
Velocità Max: 315 Km/h con limitatore





PRESTAZIONE VERSIONE 2008 - 2010

Cilindrata: 1.441 cc
Alesaggio x corsa: 84,0 x 65,0 mm
Rapporto di compressione: 12,3:1
Potenza Max: 200 cv (147,2Kw) a 10.000 rpm
Potenza Max con Ram System: 210 cv (154,5Kw) a 10.000 rpm
Coppia Max: 162,5 Nm (16,6Kgm) a 7,500 rpm
Accelerazione 0 - 100 Km/h: 2,8 sec.
Accelerazione 0 - 400 mt: 10,2 sec.
Velocità Max: 315 Km/h con limitatore



L'aumento di cilindrata delle due versioni (da 1.352cc a 1.441cc) è stato ottenuto grazie ad un aumento di 4 mm della corsa, portando l'alesaggio x corsa dai vecchi 84,0 x 61mm a 84,0 x 65mm. Durante una conferenza stampa per la presentazione della ZZR 1400, la casa nipponica di Akashi comunicò che la sensazione provata oltre i 4.000 giri/minuto in fase di accelerazione è simile a quelle sperimentata dagli astronauti quando si liberano dell'attrazione gravitazionale della Terra.

In basso potete visionare un video amatoriale che testa la velocità massima della Kawasaki ZZR 1400 di proprietà di Kawamichele, membro fondatore dei Cavalieri di Akashi, realizzato su un Banco Prova Dinamometrico Bapro M2R.

La Kawasaki ZZR 1400 usata per il test è il modello 2007, la prova è avvenuta utilizzando la moto in configurazione completamente originale. Velocità Massima raggiunta 310 Km/h con limitatore inserito.

In altre parole la Kawasaki ZZR 1400 senza limitazioni potrebbe facilmente raggiungere i 330 Km/h, così come la sua rivale Suzuki GSX-R 1300 Haybusa. Sono motociclette realizzate per il comfort di punta con velocità di punta da missili terra-aria, con la differenza che la Kawasaki risulta molto più maneggevole della Suzuki.


Freno anteriore: 2 dischi semiflottanti da 310 mm, con pinze a 4 pistoncini contrapposti e 4 pastiglie.
Freno Posteriore: Disco singolo da 250 mm con pinza a doppio pistoncino contrapposto.

Dimensioni: 2.170 x 770 x 1.170 mm
Interasse: 1.480 mm
Altezza sella: 800 mm
Peso (ZX1400E Version): 265 Kg
Peso (ZX1400F Version): 268 Kg
Capacità serbatoio: 22 litri.




Il telaio è un monoscocca in alluminio, la cui geometria è simile al modello precedente (ZZR1200), ma la rigidità è stata completamente rinnovata per far fronte alla maggiore potenza del nuovo motore. Il telaio sembra invariato, ma si tratta di un effetto ingannevole perché oltre la metà dei suoi componenti sono nuovi.

Il cambio è a 6 rapporti, con finale a catena e frizione multidisco in bagno d'olio manuale. L'angolo di inclinazione del cannotto dello sterzo (avancorsa) è di 23°/93mm, la corsa della ruota anteriore è di 117mm mentre quella posteriore è di 124mm.
L'angolazione dello sterzo sinistra/destra è: 31/31

La misure dei pneumatici sono: 120/70ZR17 M/C (58W) all'anteriore, mentre al posteriore troviamo un 190/50ZR17 M/C (73W). 


Sebbene il look della ZZR1400 appare lungo e ribassato, la posizione di guida è notevolmente rilassante. Infatti il manubrio, senza alcuna rinuncia, appare compatto e posizionato in modo tale che il pilota non debba allungarsi per raggiungerlo, cosa che invece accade sulle altre Super Turismo.


Inoltre, grazie alla bassa altezza da terra della sella e alla sua parte anteriore ristretta, risulta di gran lunga più facile per il guidatore toccare il suolo con i piedi quando si è fermi. La sella è integrale e rimuovendola offre una vano portaoggetti con tanto di chiavi di emergenza Kawasaki, e lo spazio dove alloggia la batteria.

Le sospensioni della ZZR 1400 sono: forcella up-side down da 43 mm all'anteriore e Uni-Track con ammortizzatore a gas al posteriore.

Da notare inoltre le frecce posteriori carenate con il codone, come del resto quelle anteriori inglobati nelle carene, una soluzione che oltre ad avere il suo indiscusso beneficio aerodinamico risulta anche gradevole esteticamente.

La lettura del quadro strumenti, è di facile interpretazione, grazie ai grandi tachimetri di colore bianco. Inoltre un Display Digitale a cristalli liquidi, posto tra il tachimetro della velocità e quello dei giri motore, permette di visionare: l'indicatore del livello del carburante, l'indicatore di marcia, un doppio contachilometri, un contachilometri parziale ed un orologio. Insomma manca solo il Navigatore Satellitare altrimenti sarebbe stato un computer di bordo a tutti gli effetti.

Il posteriore della ZZR 1400 ha un fascino
decisamente aggressivo, anche se risulta nel
contempo elegante e originale.


Potrebbe essere una moto per tutti, ma non lo è. La Kawasaki ZZR 1400 è un mostro che si lascia domare, ma in quanto tale, se non si ha la giusta concezione della potenza che può esprimere, può rivelarsi pericolosa sopratutto per i neofiti. Sicuri certamente del fatto che chi si prepara a salire su questo mezzo, ha già anni di esperienza sulle due ruote accumulate negli anni.

Diciamo che è una signora a cui non si deve dare mai del Tu, piuttosto direi che il Lei è d'obbligo.
SENSAZIONI ALLA GUIDA


Vorrei chiudere questo articolo con una citazione del nostro amico Kawamichele, fortunato possessore di una Kawasaki ZZR 1400 del 2007. "Potenza infinita in assoluta sicurezza, anche se la troppa potenza potrebbe nascondere inside in ogni momento. Per fare un giusto paragone sarebbe quasi come guidare una Ferrari Testarossa, tanti cavalli pronti a disarcionarti in ogni momento, ma capaci di regalare emozioni di rara intensità". 


In conlusione, con la consapevolezza di essere un tantino di parte, posso affermare che se Neil Armstrong avesse avuto nel lontano 1969 la Kawasaki ZZR 1400 non avrebbe avuto bisogno dell'Apollo 11 per sbarcare sulla luna!


a cura di Giovanni Yoyo Iodice
fonti Kawasaki